venerdì 28 gennaio 2011

27.01.2011: Romano - barbarici contro Visigoti

Stasera grande partita a MA! in 15 mm.: Beppe il "Visigoto" contro Marco e Gigio i "Romani". 

I Romani impegnati in complesse strategie ...
I Visigoti hanno presentato una fanteria compatta in un'unica formazione, si sono difesi sull'ala sinistra con unità di arcieri e hanno tentato l'attacco sull'ala destra, con cavalleria pesante, bande di Unni dissidenti e schermagliatori che hanno tentato l'aggiramento dal bosco in riva al fiume. 
A questi i Romani hanno contrapposto, oltre ai cittadini e ai barbari federati al centro, due corpose formazioni di "equites sagittarii" contro gli Unni e, sull'altra ala, reparti di cavalleria media e pesante.

Il primo turno di gioco (Visigoti a sinistra);
il campo di battaglia misura cm. 90x80
La battaglia si è combattuta proprio alle ali, con i due eserciti che attendevano l'esito dello scontro tra cavallerie per valutare se lanciarsi all'attacco della fanteria avversaria o meno.
I Romani sono riusciti ad avere il sopravvento su entrambe le ali nemiche e la fanteria Visigota si è data alla fuga senza combattere.
In pratica, l'esercito meno numeroso ma più manovriero ha avuto ragione in meno di due ore di un esercito numericamente soverchiante ma troppo leggero sulle ali e del tutto incapace di manovre complesse. 
Battaglia interessante e molta birra mancante all'appello serale ...

sabato 22 gennaio 2011

Gli Unni della Lucky Toys

Una delle sfide più interessanti nel creare un esercito del IV sec. d.C. è costituita dalla complessità.
Gli eserciti erano composti da diverse nazioni e tribù, e gli Unni sono una buona esemplificazione di questo concetto.
Tra la fine del IV e il V secolo questi nomadi, prima ma anche dopo l'unificazione operata da Attila, erano divisi in bande e fazioni che, spesso, combattevano come mercenarie in uno o nell'altro esercito: Ezio, che li combattè e li battè ai Campi Catalaunici, li usava addirittura come guardia personale e anche i Visigoti, loro nemici giurati, avevano talvolta qualche banda unna a disposizione.
Rappresentare questi cavalieri può quindi aggiungere un buon tocco di "colore" a molti eserciti del periodo, insieme a Goti, Franchi, Gepidi, Alani e chi più ne ha più ne metta.
In commercio, l'unico kit disponibile è quello della italica Lucky Toys; anzi, questo fu il prodotto d'esordio della Ditta e, per qualità dei pezzi, ottenne buoni riscontri di critica.
Ma Plastic Soldier Review, sempre inflessibile (tranne che con la Hat ...), con la sua recensione mitiga i facili entusiasmi:


Voto 8 per le pose, 9 per la scultura, 10 per gli stampi e ben 3 (!) per la ricerca storica, accusata di ... non esserci!

Comunque ho pensato che da questo prodotto si possa ricavare qualcosa di buono e ho ordinato alcuni esemplari di queste scatole.
Quando mi sono giunti, ho potuto constatare la sostanziale esattezza del giudizio di PSR: qualità più che buona, ma abbigliamento hollywoodiano stile film "Attila" con Yul Brinner ...
Niente fanteria (che pure gli Unni avevano) e niente cavalieri corazzati (rappresentati invece nella  immagine sulla scatola, bruttina a dire il vero).


Gli arcieri a cavallo sono 2 per confezione (su 12 pose tutte diverse) e non sono male; a questi due, fabbricando un piccolo arco in filo di rame, se ne può aggiungere un terzo (al quale abbiamo eliminato dalle mani una strana mazza a favore del più plausibile arco).
In definitiva, volevamo arcieri a cavallo unni e ne abbiamo di abbastanza plausibili (almeno "a occhio"!) e anche a sufficienza, dato che anche in MA!, come nello "standard DBx", una basetta di cavalleria leggera è di solito identificata da due soli soldatini.


Ora ho solo pulito i pezzi, ho modificato per quanto possibile alcune posizioni e li ho preparati per la pittura, che mi riprometto di eseguire di qui a breve.
Restate sintonizzati!

domenica 9 gennaio 2011

Finalmente il verde!

Li avete visti crescere in Afghanistan, ora ve li mostro finalmente imbasettati e ... decisamente più al sicuro, a casa mia a Venezia.
La "spina dorsale" del mio esercito Visigoto per MA!. 
In una giornata ho dipinto ben 138 basette, ma giuro che non mi sono annoiato: mi hanno tenuto compagnia un po' di buona musica di sottofondo (per l'esattezza Elvis Presley, Aretha Franklin e Ray Charles) e la nebbia mestrina fuori, a sconsigliare qualsiasi uscita (ah, il sole di Herat!).




mercoledì 5 gennaio 2011

La scala? E' un' opinione ....

Qualche giorno fa ero a Roma, dal mitico "Giorni" (storico negozio di modellismo romano) e ho notato, in vetrina, parecchi set dipinti di soldatini in 1/72 ad uso wargamistico: significa che il 20 mm. sta diventando di uso sempre più comune, come è naturale che sia superati i vecchi pregiudizi sulla plastica.
Ma non è di questo che volevo parlare.
Sugli scaffali ho notato un "Late Roman light cavarly" della Hat (cod. 8188) che, dopo un primo esame, ho immediatamente acquistato: soggetto interessante, buona ricerca storica, realizzazione più che soddisfacente, molti arcieri a cavallo!
Unica pecca, la ridicola plastica morbidissima stile "gomma pane" che la Hat sta recentemente usando (tra l'altro quasi impossibile da pulire con la lama), ma finchè i cavalli non si piegano sulle zampe sotto il peso del cavaliere si può fare ...
Tornato a casa, ho immediatamente pensato di accostare queste cavallerie leggere ai "Late Roman cataphracts" della stessa Hat (cod. 8086), che già possiedo da tempo e che sono forse la cosa migliore mai prodotta per il periodo antico dalla ditta americana, che normalmente non gode dei miei favori.





















Ed ecco l'amara sorpresa: stessa ditta, stesso esercito, ma una impressionante differenza di dimensioni: il cavaliere leggero sembra il figlio piccolo del catafratto, a cavallo di un pony!
La differenza tra i due pezzi è di 3 mm.: dai piedi alla fronte, l'arciere misura 20 mm., il catafratto 23; una differenza di statura che, nella realtà, sarebbe superiore ai 20 cm. e che, ovviamente, interessa anche i cavalli.
Giudicate voi dalle foto ...


 

E' incredibile pensare che una stessa azienda, all'interno di un medesimo range, produca due kit che non possono assolutamente stare insieme.
Errore di progettazione? Pressapochismo?
Chissà; sta di fatto che, sulla questione della scala, è assolutamente necessaria una maggiore attenzione da parte di tutti i produttori, che raramente mettono in commercio pezzi tra loro compatibili.
Ma che poi lo faccia in maniera così vistosa una stessa ditta all'interno di un singolo range è davvero troppo!