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giovedì 30 luglio 2015

Caorle, 29 Luglio 2015: "Capitano da Mar!" al "Festival delle Tegnùe del Veneto"

Ieri sera, nella suggestiva cornice di piazza Vescovado a Caorle, bella serata di wargame con uno scenario di "Capitano da Mar!".
L'evento ha avuto luogo nel contesto del "Festival delle Tegnùe del Veneto", manifestazione itinerante organizzata dall'amico Alvaro Gradella tesa a valorizzare il particolare ecosistema delle "tegnùe", che sono formazioni rocciose sottomarine tipiche dell'alto Adriatico.


In un contesto in cui si parlava di mare, di Adriatico e, immancabilmente, di Veneto e di Venezia, ci siamo ben inseriti noi (Gianni, Graziano, Stefano ed io), con uno scenario di "Capitano da Mar!" appositamente concepito per rappresentare, sul tavolo da gioco, un tratto di costa dalmata, con tipiche scogliere, isolette e immancabile porto veneziano incastonato tra le rocce e la vegetazione mediterranea.





Questa la decrizione dello scenario:

"Una piccola squadra veneziana, guidata da Marco Querini e da Giovanni Mocenigo, è di ritorno da un fruttuoso viaggio di affari nel Levante.

Le due navi da carico sono ricolme di ricche mercanzie che devono raggiungere il bacino di San Marco; il viaggio è stato lungo e periglioso, dato che il mare è infestato dai Turchi, ma la scorta di galee ha consentito al prezioso carico di giungere ormai fino a un porto sicuro nell’Adriatico, dove passare la notte con tranquillità e fare rifornimento di acqua e viveri per l’ultimo tratto di navigazione fino a Venezia.

Ma il peggio, per la squadra veneziana, deve ancora venire: nessuno dei marinai, stanchi per il viaggio e i mille pericoli corsi, si è accorto di quelle vele lontane e di quegli occhi scuri che, all’imbrunire, hanno iniziato a seguire le galee ed il prezioso carico.

All’alba la cattiva sorpresa: al momento di reimbarcarsi sulle navi, i Veneziani scorgono con sgomento sul mare, proprio fuori dal porto, quattro gruppi di galee turche incrociare avanti e indietro, tenendosi a debita distanza per evitare il tiro dei cannoni posti sui bastioni costieri!

Uscire dal porto significa la fine ...

Due giorni passano nell’inedia, con le navi turche che esplodono ogni tanto inutili colpi di cannone per deridere e provocare i loro spaventati avversari, che dal canto loro attendono con ansia non si sa bene cosa per uscire dall’incresciosa situazione!

Il prestigio della nobile famglia Querini subirebbe un duro colpo in caso di eccessivo attendismo o, peggio, di perdita del carico, ma le forze sono impari e una sortita sarebbe pura follia.

Al terzo giorno, però, qualcosa succede.

Da uno dei bastioni più alti del porto, una vedetta avvisa il depresso Querini che altre vele si profilano lontano, all’orizzonte, facendo rotta verso il piccolo porto incastonato nella frastagliata costa dalmata.

Molti dubbi, nuovi timori, qualche speranza, poi la certezza: sui pennoni di quelle navi lontane garrisce il pennone del Leone alato di San Marco!

La conferma avviene dal nervosismo dei Turchi, che iniziano a muovere le vele e a manovrare le navi con una solerzia che contrasta con l’indolenza di qualche minuto prima.

Dentro al porto una sola voce: tutti alle navi, è il momento per forzare il blocco!"

Flotta veneziana (punti 200):
  
Squadra veneziana 1 (nel porto):

Comandante: Marco Querini (lv 5) - Capitana (10 + 5 truppa)

Capitano: Giovanni Mocenigo (lv 3) - Capitana (10 + 5 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Trasporto (punti 20)

Trasporto (punti 20)

Totale: punti 102
  
Squadra veneziana 2 (di soccorso da ovest):

Comandante: Sebastiano Venier (lv 6) - Bastarda (10 + 5 truppa)

Capitano: Marco Foscarini (lv 2) - Capitana (10 + 5 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Galea (9 + 3 truppa)

Galeotta (6 + 2 truppa)

Totale: punti 98

 
Flotta turca (punti 194)
  
Squadra turca 1: (nord)

Comandante: Ulug Alì (lv 6) - Bastarda (8 + 6 truppa)

Capitano: Mehemet Bey (lv2) - Capitana (8 + 6 truppa)

Galea (7 + 4 truppa)

Galea (7 + 4 truppa)

Galeotta (6 + 3 truppa)

Galeotta (6 + 3 truppa)

Fusta (6 + 3 truppa)

Totale: punti 101


 
Squadra turca 2: (sud)

Comandante: Mehemet Scirocco (lv 5) - Capitana (8 + 6 truppa)

Capitano: Kara Mustafà (lv3) - Capitana (8 + 6 truppa)

Galea (7 + 4 truppa)

Galea (7 + 4 truppa)

Galeotta (6 + 3 truppa)

Galeotta (6 + 3 truppa)


Totale: punti 93


La partita ha avuto uno sviluppo abbastanza catastrofico per il Turco: le due squadre veneziane si sono coalizzate contro un'unica squadra turca, quella proveniente da sud, che si era incautamente spinta troppo avanti, e la hanno letteralmente fatta a pezzi, subendo solo la perdita di un paio di galee.
La squadra turca proveniente da nord, pure remando a tutta forza, è giunta sul posto quando già tutto si era praticamente compiuto, e ha solo potuto assistere impotente agli accadimenti.









  
La serata è stata molto piacevole, meno nella parte finale a causa di un fastidoso vento proveniente dal mare (quello vero!) che ci ha costretti a forzare un po' i tempi, però lo scontro ha avuto un suo epilogo e il verdetto è stato chiaro.
Ottima, come vedete dalle foto, la partecipazione di pubblico, composto nella quasi totalità di vacanzieri (moltissimi stranieri) che, in questo periodo, affollano la splendida località di mare di Caorle, vero gioiello della costa veneta.
Tutti, al di là dell'interesse per lo sviluppo della partita, hanno ammirato la bellezza dei modelli di galee (produzione Langton, dipinte mirabilmente da Igino Fazion) e dell'ambientazione (superficie marina riprodotta con "pannelli doccia" in plexiglass verniciato dall'interno, costa in polistirolo, edifici Langton).
Grazie alla cortesia di Alvaro Gradella, abbiamo anche avuto l'opportunità di salire sul palco e presentare al numeroso pubblico il nostro gruppo, il nostro hobby e le nostre motivazioni.
Esperienza da ripetere sicuramente: queste sono valide iniziative di "mutua assistenza" tra appassionati, che consentono da un lato di impreziosire ulteriormente un evento assolutamente meritevole come il "Festival delle Tegnùe del Veneto", dall'altro di diffondere in modo efficace il nostro wargame.




sabato 29 marzo 2014

Dalmazia, Giugno 1570

Questa volta lasciamo stare il "terrestre - antico" per dedicarci al "navale - rinascimentale con l'altro mio regolamento di cui vi ho già parlato, che si chiama "Capitano da mar!".



Il sole sta calando e il mare è calmo.
La costa della Dalmazia è un susseguirsi di isole, anfratti, minuscoli porti più o meno sicuri, il più delle volte controllati dalla Serenissima.
Il piccolo convoglio procede in linea: due galee veneziane in testa e due galee in coda, al centro due lente navi da trasporto.
Il sultano Selim II ha intenzioni bellicose, e l'Adriatico non è più un mare così sicuro: il carico di rame proveniente da Cipro, necessario come sempre alla costruzione di cannoni in bronzo nell'Arsenale di Venezia, va tutelato con attenzione.
Mentre le ombre della sera cominciano ad allungarsi sul mare, i comandanti veneziani Giovanni Mocenigo e Marco Foscarini, all'avanguardia e alla retroguardia, hanno gli occhi arrossati per il continuo lavorìo di scrutare l'orizzonte, ma iniziano a sentirsi quasi sicuri.
Quella costa la conoscono come le loro tasche, e mancano un paio d'ore di voga lenta per raggiungere il piccolo porto amico in cui la squadra potrà passare la notte, prima di riprendere il viaggio per Venezia.
Ma alcune vele all'orizzonte, che sbucano pigramente da dietro un'isola, li destano di soprassalto dai loro pensieri, a volte gravi, a volte leggeri: riposo o battaglia, dopo una giornata di navigazione?
Giovanni e Marco, nel dubbio, ordinano di accelerare leggermente il ritmo di voga: meglio essere previdenti, ma senza stremare inutilmente i rematori.
I minuti trascorrono; le cinque vele prima paiono lente, ma poi iniziano ad avvicinarsi: rapidamente, troppo rapidamente per essere sicuri.
Dalle loro galee, veloci e leggere, i corsari turchi Hassan Bey e Dalì Hamed, distanti circa due miglia nautiche, vedono le navi che procedono in fila lungo la costa; i loro occhi esperti di marinai distinguono subito le due navi da trasporto tra le quattro galee: sono vicine alla costa, quindi sono Veneziani, e con un carico degno di tale scorta!
Una buona occasione, dopo una giornata pigramente trascorsa tra il calore del sole, il riflesso del mare e le rughe del sale.
I Veneziani hanno ormai capito e si preparano a resistere all'attacco: i Turchi sono in superiorità, ma la base non è lontana e, ai primi colpi di cannone, qualcuno potrebbe muoversi ....


SCENARIO:
Superficie di gioco di circa m. 4000 x m. 10.000 (... nella scala dei righelli!).
Costa della Dalmazia a est; isolette a ovest; piccolo porto all'estremità nord - est.


SCHIERAMENTI e INIZIATIVA:
Veneziani
squadra veneziana all'estremità sud - est, disposta in linea (2 galee, 2 navi da carico, 2 galee) parallela e vicina alla costa in asse sud - nord e diretta a nord;


Turchi
squadra turca (3 galee e 2 galeotte) già schierata ad ovest, tra le isolette, disposizione a piacere ma ad almeno 3.000 metri dalle navi veneziane.
il Turco muove per primo.




FORZE IN CAMPO: 
Veneziani (59 punti)
avanguardia veneziana: Giovanni Mocenigo (AC 3) con 2 galee veneziane, ciascuna con equipaggio 3;
navi da carico: 2 navi a vela, velocità 750 metri, senza difesa;
retroguardia veneziana: Marco Foscarini (AC 2) con 2 galee veneziane, ciascuna con equipaggio 3;
Turchi (64 punti)
squadra 1: Hassan Bey (AC 4), con 2 galee turche, ciascuna con equipaggio 4;
squadra 2: Dalì Hamed (AC 1), con 1 galea turca, con equipaggio 4, e 2 galeotte turche, con equipaggio 4.
Rinforzi veneziani (13 punti)
1 galea veneziana, con equipaggio 5 e comandante con AC da determinarsi con D6, ancorata nel porto. Dopo che viene udito il primo colpo di cannone, entra in campo con ordine di "Manovra" se alla fine del turno 1 il veneziano ottiene 6 con D6, alla fine del turno 2 ottiene 5+ con D6, ecc..





CONDIZIONI DI VITTORIA:
Da regolamento (perdita del 50% dei punti della flotta; per il Veneziano contano i punti delle navi in gioco in quel momento).
Le due navi da carico devono sempre rimanere nei pressi delle navi di scorta, non possono essere colpite o abbordate e non contano ai fini delle condizioni di vittoria.

I corsari turchi studiano la posizione delle navi veneziane e avanzano con calma per giungere a distanza di tiro; appena vedono meglio, si dividono istintivamente gli obiettivi: Hassan Bey, che naviga più a nord, punta le due galee veneziane all'avanguardia, Dalì Hamed le due di retroguardia.
Sono anni che i due navigano insieme: si conoscono bene e le loro tattiche sono collaudate.
 

Nel giro di una decina di minuti si è a distanza di tiro e i Turchi, prima di partire all'assalto, aprono il fuoco: un colpo molto fortunato colpisce la galea del comandante Mocenigo, danneggiando il ponte e causando i primi feriti tra la gente assiepata in coperta.
 

Mentre i Turchi ordinano l'attacco e accelerano al massimo il ritmo di voga, le galee veneziane volgono le prue al nemico per sfruttare al massimo le capacità di tiro delle loro colubrine da corsìa.
Sono cannoni che, a quei tempi, rappresentano il meglio della tecnologia e i risultati non si fanno attendere: le navi turche incassano i colpi ma le schegge di legno che volano ovunque, gli spruzzi di sangue sulla coperta e le urla dei feriti hanno l'effetto di rendere la voga dei galeotti ancora più spasmodica e disperata.


Dal porto si odono distintamente i colpi di cannone e non è difficile immaginare cosa stia succedendo a qualche miglio di distanza; il comandante di una galea veneziana che si trova lì per una breve sosta fa radunare l'equipaggio, disperso nelle bettole o sulle banchine, e, mollati velocemente gli ormeggi, dirige la sua nave in direzione dei botti e del fumo.
Sul luogo dello scontro, i Veneziani, dietro la nebbia dei loro stessi cannoni, vedono avvicinarsi velocemente gli speroni dei loro avversari; ogni galea e galeotta turca si dirge verso un  bersaglio.
L'urto spacca i legni e fa vacillare gli uomini, già in precario equilibrio su navi leggere e poco stabili.
Le galee si avvinghiano tra loro, ma le due galeotte turche soffrono le maggiori dimensioni degli avversari: una, la cui struttura era stata già indebolita dal fuoco delle colubrine avversarie, viene contro - speronata dalla galea veneziana e si spezza, affondando; la seconda, a causa delle murate più basse e del contrasto dei nemici, fallisce la manovra di abbordaggio e, per il momento, viene respinta.



Ma dove lo speronamento e l'abbordaggio è riuscito, i Turchi saltano sui ponti delle navi avversarie e si scagliano contro il ferro nemico che sta lì ad attenderli.
Le mische sono brevi, confuse e letali e i feriti sono molti sia tra chi vince, sia tra chi perde; gli spazi sono ristretti, l'equilibrio è precario, i colpi sono portati a distanza ravvicinatissima.
All'avanguardia veneziana, attaccata da Hassan Bey, lo scontro è incerto; sulla galea di Giovanni Mocenigo la mischia è particolarmente feroce; gli uomini dei due gruppi avanzano e arretrano lungo la corsia centrale, qualcuno, colpito,  cade tra i banchi dei rematori.
Una galea veneziana dell'avanguardia cade in mano ai Turchi.

La retroguardia veneziana di Marco Foscarini sembra avere la vita più facile: affondata una galeotta turca e respinti i tentativi di abbordaggio dell'altra, le due galee veneziane possono unirsi per combattere contro la sola galea turca rimasta, quella di Dalì Hamed.

Ma le battaglie sul mare sono sempre eventi dall'esito molto incerto, in cui pochi fattori abbastanza casuali possono portare velocemente a un epilogo inatteso.
 subito dopo, sulle navi veneziane inizia a girare la voce che anche l'ammiraglia  veneziana sia stata presa e che il comandante Giovanni Mocenigo forse è stato ucciso, o forse catturato, o forse è caduto in mare durante la mischia ...
All'inizio è solo un dubbio che mina la concentrazione dei combattenti, ma poi nessuno, neanche a distanza, può ignorare il significato della quiete che regna sull'ammiraglia e, soprattutto, di quel vessilo dell'Islam che i nemici si affrettano a innalzare sul pennone più alto della nave veneziana.
I dubbi si fanno certezze e il morale dei marinai e degli armigeri veneziani crolla in un istante: la nave è persa, il capitano Giovanni Mocenigo è andato ...


I Veneziani iniziano a guardare meno le scimitarre dei nemici e a guardarsi di più tra loro: qualcuno tenta di combattere, altri si lanciano in acqua, altri si arrendono, molti vedono il proprio sangue prima di poter decidere ...
Le quattro galee veneziane cadono una dopo l'altra in preda al nemico.


I Turchi festeggiano velocemente il successo, ma hanno fretta di andarsene: la costa della Dalmzia è molto vicina ed è in mano ai veneziani, e vedono a distanza la vela della galea che ha lasciato il porto.
Tutti i feriti nemici e anche i soldati veneziani che danno segni di ribellione vengono immediatamente ammazzati: sulle galee non c'è posto per il peso inutile; quelli che rimangono vengono disarmati e messi ai remi insieme ai galeotti, in modo da poter governare anche le galee catturate.
Finito con le galee, ai Turchi bastano pochi colpi di remo per raggiungere le lente navi mercantili, con il loro prezioso carico di rame (e non solo).
Quella vela solitaria che sembra avvicinarsi proviene dalla costa, quindi dovrebbe essere veneziana, ma è ancora lontanissima; circondati dalle galee turche, i marinai delle due navi da carico non possono realisticamente fare alcuna opposizione e, in segno di resa, voltano mestamente le prue verso sud.
Si cambia destinazione e, soprattutto, si cambia scorta; sanno che ora i corsari Turchi hanno bisogno di loro per il governo delle navi, ma poi saranno venduti come schiavi.
Ma nelle avventurose acque del mediterraneo orientale del 1570 chissà cos'altro potrà succedere prima di raggiungere i mercati di Tunisi o di Istanbul ...
 

sabato 19 novembre 2011

Lepanto 1571

Today a slightly different topic.
In a foggy day in Venice, we have refought the battle of Lepanto, which has been fought between the "Holy League" (including Genova, Venezia, Spain, the Pope, etc.) and the Turkish Empire in 1571.
We have used my rules "Capitano da Mar" (Captain of the Sea, the name of the Admiral in the Republic of Venice), which I have developed for this particular period of naval warfare between galleys.
The outcome of the battle has been surprisingly historical: the Christian right wing was near to collapse, but the centre of the Holy League was able to capture the enemy flagship and to kill the Turkish Admiral, Alì Pashà, then the Turkish fleet took the flight.
Very nice Langton models, owned by my friend Gianni.
Take a look!

The Turkish centre

The opposing fleets

The central match


Christian flagship

The outcome: the Turkish flagship burning!