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giovedì 19 maggio 2016

A Naoniscon 2016, Romani contro Daco-Alamanni

Verso la fine del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano, che tanto debole non era (tanto da essere soprannominato "manu ad ferrum", cioè "mano alla spada"), fu costretto ad abbandonare quasi tutta la Romania, a causa delle paurose difficoltà nel mantenere il confine danubiano contro le spinte di molti popoli germanici, caucasici, iraniani, e chi più ne ha più ne metta.
Lo scontro di oggi (cronaca della partita di Magna Acies! a Naoniscon 2016) rappresenta una delle molte, marginali battaglie che si sono certamente susseguite nei pressi del Danubio tra il III e il IV sec. d.C., con un esercito romano, sempre più multietnico, impegnato allo spasimo nel debellare invasori, ex alleati o popoli che di lì a poco avrebbero fatto parte del medesimo esercito.

Da qualche parte, tra la Dacia e la Pannonia, una coalizione di tribù scende in campo e minaccia una volta di più il confine danubiano; sono circa 23.000 uomini in tutto tra Daci e vari poli germanici, per la maggior parte guerrieri a piedi e arcieri, ma con circa 2500 cavalieri.
I Romani rispondono con un esercito sulla carta numeroso (poco più di 19.000 uomini), ma che vede tra i suoi ranghi poche legioni scelte (circa 4000 uomini), molti ausiliari (circa 6000 uomini) e alcune bande guerriere di tribù federate (1500 uomini), più arcieri; buona la cavalleria (circa 3500 uomini), distinta in pesante, media e sagittarii.
Il campo di battaglia è una spianata di circa un chilometro e mezzo tra due colline boscose.

I barbari si presentano schierati già alle prime luci dell'alba: alla loro destra (sinistra nella foto, poichè ripesa dal lato romano), vicino alle paludi, una sottile copertura di cavalleria leggera, poi una grossa concentrazione di bande guerriere; al centro altre bande guerriere; alla loro sinistra le bande migliori, con i nobili appiedati; all'estrema sinistra (destra nella foto) tutta la cavalleria media:


Il governatore della Pannonia schiera le sue truppe di conseguenza.
Sulla sinistra (in alto nella foto) due alae sagittariorum (arcieri a cavallo), poi tutti gli auxilia, in doppia linea; al centro pone le bande guerriere federate; sulla destra, contro i nobili avversari, schiera le legioni, in doppia linea; infine, sulla destra (in basso nella foto) schiera la cavalleria pesante (davanti) e media (dietro):


I Romani rompono gli indugi, e le cavallerie avanzano rapidamente sulle ali: i sagittarii romani, sulla sinistra, vanno a colpire le meno numerose cavallerie leggere germaniche, mentre sulla destra la cavalleria pesante romana carica immediatamente la cavalleria nemica; anche le legioni si muovono in avanti, e i nobili daco - alamanni fanno altrettanto contro di loro, mentre il resto delle fanterie di entrambe le parti si muove con più cautela:


La cavalleria pesante romana, pure in inferiorità numerica, ha il compito di ammorbidire e stancare la pericolosa cavalleria germanica, mentre la cavalleria media romana (alle spalle, non inquadrata nella foto) attende di entrare in azione:


Dalla seguente panoramica (dal lato ovest) si possono capire gli sviluppi dello scontro.
In alto, la cavalleria pesante romana prosegue il confronto contro la cavalleria daco - alamanna; al centro, le elite germaniche sono ormai a contatto con le legioni mentre, più in basso, le altre fanterie avanzano lentamente, si guardano reciprocamente e controllano l'evolversi della situazione; in basso, gli arcieri a cavallo romani, più numerosi, hanno costretto alla fuga la cavalleria leggera germanica:

Sulla destra dello schieramento romano, la cavalleria pesante subisce ingenti perdite:


Al centro, le legioni subiscono anch'esse gravi perdite e faticano non poco a contenere l'impeto del primo attacco dei nobili daco - alamanni:



Dalla sinistra romana arrivano le uniche notizie davvero buone: i sagittarii hanno messo in fuga le cavallerie leggere germaniche, e sono padroni del campo:


La stessa fase della battaglia vista dal lato est:


Nella mezz'ora successiva, anche all'ala sinistra dellesercito romano (in basso nella foto) i due schieramenti giungono a contatto: le bande guerriere caricano in modo devastante la divsione di auxilia romani. 
Poco riescono a fare gli arcieri a cavallo romani (in colonna, in basso sulla sinistra) che, fatti fuggire i loro nemici, sono ormai in grado di colpire alle spalle le bande guerriere avversarie. 
Sull'ala destra romana (in alto a destra nella foto) la cavalleria germanica insegue ciò che resta della cavalleria pesante romana, ormai in fuga:


Il tremendo scontro tra bande e auxilia, sulla sinistra dello schieramento romano:


La cavalleria leggera romana che può ormai colpire le spalle dell'esercito daco - alamanno:



Nella mezz'ora successiva, l'evoluzione dello scontro è molto rapida e incerta.
Sulla destra romana (in alto nella foto) la cavalleria media (ancora fresca) entra in azione a attacca la cavalleria germanica, che era al disordinato inseguimento della cavalleria pesante romana; i cavalieri germanici, stanchi dallo scontro precedente, sono volti rapidamente in fuga.
Tutte le fanterie sono ormai a contatto: le legioni e gli ausiliari hanno subito gravi perdite dal primo attacco germanico, ma lo schieramento su due linee consente loro di sentire meno la fatica e, a poco a poco, di prendere il sopravvento.
Anche le divisioni centrali dei due eserciti sono ora a contatto, e il comandante romano deve entrare nella mischia per evitare al proprio centro di scoccombere contro le più numerose bande guerriere avversarie:


 La cavalleria romana, sull'ala destra, volge in fuga la cavalleria germanica:



Le legioni, seppure decimate, premono contro i nobili daco - alamanni, sostenuti dal loro comandante nell'ultimo sforzo di resistere:


Anche il comandante romano entra nella mischia, al centro, esortando la sua debole divisione barbarica a resistere fino a che la battaglia sia vinta:


Sulla sinistra romana, gli auxilia combattono strenuamente contro la più numerosa divisione avversaria, colpita anche alle spalle dalle frecce dei sagittarii romani:


Ma, alla fine, la disciplina romana ha la meglio: la cavalleria germanica lascia definitivamente il campo, i nobili guerrieri daco - alamanni sono sopraffatti dalle legioni, le bande guerriere iniziano a subire gravi perdite dagli auxilia che, schierati su due linee, hanno sentito meno la fatica del combattimento. Dopo circa due ore di lotta incerta, l'esercito germanico accusa la stanchezza e cede a destra e a sinistra, mentre al centro i Romani, seppure inferiori, resistono:


Sulla destra romana, la cavalleria imperiale è padrona del campo:


Le legioni sconfiggono i nobili daco-alamanni:


Le bande guerriere nella morsa, tra auxilia e sagittarii:


L'esercito daco - alamanno in fuga:


Alla fine, "Roma ha vinto!", ma a caro prezzo.
Mentre la coalizione germanica ha perso circa 14.500 uomini (su 23.000), i Romani ne hanno persi 6000 (su 19.500), e la battaglia è stata a lungo incerta, perchè il primo attacco dei daco - alamanni è stato davvero devastante e l'esercito romano ha rischiato il crollo.

La possibilità di schierare su due linee rende l'esercito romano, a parità di punteggio e seppure in inferiorità numerica, leggermente favorito, ma la vittoria non è mai scontata, specie contro avversari di sicuro valore.

E adesso? Una bella birra, offerta dal vincitore, ovviamente!

domenica 26 ottobre 2014

Caesar Julian under siege!

Gaul, 356 a.D..
Julian, appointed Caesar by the Emperor Constantius II, has been sent to Gaul with the task to defeat the Alamans, who crossed the Rhine river and invaded the Roman Empire.
The first part of the campaign hasn't been so succesful for the young Caesar, and Julian has decided to better organize his army during the winter.
Now he is in a big camp in Sens (France), with a Legion, five units of Auxilia palatina, plus some archers and cavalry; the small army is about 10.000 men strong.


But the enemy is not far, and an Alaman army is approaching.
It's a quite big army, about 23.000 men strong, with archers and cavalry; Alaman chiefs have noticed that the Caesar is inside the camp with a small force, and now they try to conquer the castra and possibly capture him!



But the roman camp, despite the small garrison, is ready to resist: the palisade is in good shape, the towers are there and the Alamans totally lack siege machines.






The Alaman chief decide to split his infantry force in three divisions, plus the cavalry at the very left in the picture:



Two Alaman infantry divisions strike the frontal fence of the camp, while the  cavalry heads to the left side:


The first two infantry divisions approach the wall, while the third division points to the right, in order to disorient the Roman defenders: 



But moves inside the camp are very fast: when the first Alaman division begins the assault against the fence, that side of the palisade is guarded by two roman auxilia divisions, with archers attached and a ballista: 


The same happens for the second Alaman divisions: against it there is a Roman legion (not at its best under siege) and an auxiliary unit, plus archers and ballistae:


The Alamans suffers many casualties from archers and machines, then they lose the melee and the first division flees, having lost half of its men and having failed the "morale check":


The same happens to the second Alaman division:


At the left side of the palisade, the Alaman cavalry dismounts and tries to storm the ungarnished side of the camp; but the Roman auxilia are fast enough to face them:



And also the Alaman cavalry flees (without horses ...):


Noticing that there are many Alaman divisons fleeing, a small unit of mounted Roman cavalry (the rest is dimounted and is over the walls of the camp) attempts a dangerous sortie outside:




The Alaman chief tries to regroup the nearest division, in order to face the Roman cavalry, but he fails:


The Roman cavalry (along the road) wipes out the nearest Alaman division, so the Alaman army loses half of its men and the battle is lost:


So, the outcome????
The army points were 150 for the attacker Alaman and 80 for the defending Roman, but probably a proportion of 2:5 could have been better to balance a defender well fortified inside a camp as the Roman was.
Apart this, the Alaman probably faulted his tactic: he splitted his infantry in three, plus dismounted cavalry; he could have been able to storm together the four sides of the Roman camp, but he wasn't so fast and he stormed only the two half front sides, allowing the Roman to goup his forces.
In addition, the Alaman didn't use his big third infantry division, which retired after watching his camerades fleeing insted of attempting a "stand alone" attack.
The Roman has been able to stay cool, to ignore the diversions of the enemy and to concentrate his small force against the current attacks.

In the next future there will be a second chance for the Alaman to capture Julian: the game has been enjoyable end the rules are flexible enough to govern a siege without problems.

Last but not least: a special commendation to Gianni for the wonderful battlefield!

mercoledì 8 maggio 2013

Magna Acies 2013!: Romani vs Alamanni (un classico giulianesco, ma sempre valido ...)

Forza bruta contro disciplina e ordine.
Le legiones palatinae e gli auxilia palatina del comitatus di Giuliano contro i fieri Alamanni sembrano la personificazione in Terra di questo confronto tra "filosofie di vita".
Filosofia a parte, qualche sera fa Gianni e io abbiamo giocato una gustosa partita con la versione 2013 del regolamento: lo volevo ancora più snello e ancora più efficace!

Segue il battle report: buona lettura!
(n.b.: il testo si riferisce sempre alla foto sovrastante)


I Romani (in basso nella foto) sono schierati su due linee, con tutta la cavalleria sulla destra.
Gli Alamanni costituiscono un unico blocco; la cavalleria è quasi tutta davanti a quella romana, mentre sull'altra ala (a sx nella foto) c'è solo un po' di cavalleria leggera.
 

Le bande guerriere pronte all'attacco, incitate dai loro capi; questi sono rappresentati da alcune unità di nobili appiedati.



Le disciplinate linee romane; nel regolamento, lo schieramento su più linee consente di limitare gli effetti negativi dell'attrito sulle truppe che combattono.


Sull'ala destra, i catafratti romani partono alla carica, sostenuti dagli arcieri a cavallo; la loro missione è quella di affaticare la più numerosa cavalleria alamanna prima dell'arrivo del grosso della cavalleria romana.
Ma il Comandante alamanno prende le prime contromisure: la sua veloce cavalleria leggera, schierata sul lato sinistro, inizia ad attraversare velocemente il campo per infastidire alle spalle la cavalleria romana durante l'attacco.
 

L'avvicinamento della cavalleria leggera alamanna ai cavalieri romani impegnati nella carica.
 

La manovra riesce: prima che riescano ad infastidire il nemico, gli arcieri a cavallo romani si trovano inaspettatamente colpiti alle spalle e vanno precipitosamente in fuga.


La situazione dopo i primissimi turni di gioco: lento avvicinamento delle bande guerriere, legioni ferme, cavalleria pesante romana in carica e arcieri a cavallo romani in fuga, colpiti alle spalle dalla veloce manovra di aggiramento della cavalleria leggera degli Alamanni.


Nonostante abbiano perso il sostegno degli arcieri a cavallo e abbiano ormai le spalle scoperte, i catafratti romani sono ormai lanciati e proseguono la loro carica.


Ma i catafratti esauriscono subito la loro azione e sono presto messi in fuga e poi travolti dalla cavalleria media alamanna.
La cavalleria media romana tenta comunque l'attacco, anche se l'azione dei catafratti non è stata in realtà sufficiente ad ammorbidire il fronte nemico.



Al centro, nel frattempo, le bande guerriere, esaltate dai successi dei cavalieri alamanni contro la cavalleria romana, decidono di iniziare il loro attacco contro le legioni e gli auxilia.


La cavalleria media romana giunge a un'impari lotta contro la più numerosa cavalleria alamanna; il mancato successo della carica dei catafratti si fa sentire.


Una panoramica del campo: mentre la mischia tra cavalleria è già furibonda, la corsa dei guerrieri alamanni sta per infrangersi contro gli ordinati scudi delle fanterie romane.


Come nelle previsioni, ma molto più in fretta del previsto, sulla destra la cavalleria romana è travolta e messa in fuga.
Al centro, la lotta tra le fanterie si è appena accesa; lo scontro corpo a corpo è sostenuto dal fitto lancio di frecce degli arcieri schierati alle spalle di entrambi gli schieramenti. 


Le bande guerriere, esaurito l'impeto iniziale, iniziano ad accusare la stanchezza, mentre i Romani, facendo affluire rinforzi dalla seconda linea, riescono a limitare gli effetti della fatica.
 




Ma le legioni devono fare in fretta: alle loro spalle si profila la minacca della cavalleria alamanna che, dopo aver manovrato, è ora in grado di sferrare il suo attacco e chiudere il cerchio.
 

Quando la cavalleria alamanna attacca alle spalle le legioni, della fanteria alamanna è rimasto ben poco e l'ala destra romana è libera di girarsi per fare fronte.
Entrambi gli schieramenti, in ogni caso, hanno riportato perdite molto pesanti; ai punti vince il Romani, ma davvero di misura.

Battaglia estremamente equilibrata; lo sbilanciamento a favore dei Romani nella fanteria è stato ben compensato dal completo successo della cavalleria alamanna, più numerosa e partita quindi con il favore dei pronostici.
Molto ha influito l'insuccesso completo della carica dei catafratti, che avevano comunque agito in eccessiva inferiorità numerica; la rapida conversione della cavalleria leggera alamanna li aveva inoltre privati da subito del sostegno degli arcieri a cavallo.
Comunque partita piacevole, manovrata quel minimo che era consentito ai tempi, quindi sostanzialmente realistica.
Abbiamo giocato con i 15mm di Gianni, su un campo di cm. 70 di estensione per cm. 100 di profondità.
Per chi verrà, ci vediamo domenica prossima a NAONISCON!