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domenica 8 gennaio 2017

Vendetta oltre il limes!

IV sec. d.C., siamo alle solite ...
Bande di Alamanni attraversano il limes fluviale per compiere razzie in territorio romano e l'Impero reagisce, inviando un esercito oltre il fiume per dare una lezione al barbaro nemico!
L'obiettivo dei Romani è arrivare a bruciare un villaggio particolarmente turbolento; per farlo, Roma utilizza non meno di 20.000 uomini tra Legionari, Auxilia palatina, truppe leggere e cavallerie pesanti, medie e leggere.
Gli Alamanni, numericamente simili, ma molto più deboli, vengono avvisati dai loro esploratori del pericolo imminente e tentano di sfruttare al meglio il terreno.
Per passare il fiume, il Romano dispone di un ponte di legno, sorvegliato da una torre, più due guadi transitabili, considerata la buona stagione, uno a est, l'altro a ovest del ponte.
Si comincia ....

Il terreno dello scontro visto dal lato del villaggio alamanno; sullo sfondo il fiume, il ponte e i due guadi; nel mezzo molte colline e aree boscose, scenario ideale per imboscate:

Un ultimo, vano tentativo di pace tra i due condottieri ...:

Ciò che vedono i due generali: sul fondo le colonne romane iniziano a entrare, vicino al villaggio i Romani scorgono solo qualche unità di cavalleria alamanna:
 
La cavalleria leggera romana è la prima ad attraversare il ponte e a mettere piede (anzi .. zoccolo) sul territorio nemico:
 
Le colonne romane entrano: in alto una colonna composta da cavalleria pesante e leggera impegna il guado superiore; al centro una colonna di Auxilia palatina si avvicina al ponte; in basso, fanteria leggera e Legioni si apprestano al guado inferiore:
  
Catafratti e cavalleria romana al guado:

Fanteria leggera e Legioni al guado:

Le colonne romane avanzano, anticipate in territorio ostile dalla cavalleria leggera (immediatamente a destra in basso del ponte, tra i due boschi):

Un primo contingente di Alamanni si mostra per intero: cavalleria supportata da leggeri si profila davanti agli esploratori romani:

Anche gli Auxilia palatina, nel frattempo, iniziano ad attraversare il fiume:

La fanteria leggera precede le legioni oltre il fiume:

La cavalleria leggera romana, dopo avere scorto la cavalleria avversaria, torna indietro fino al fiume:

La cavalleria alamanna insegue la cavalleria leggera romana e la raggiunge nei pressi del fiume, finendo a ridosso delle colonne di fanteria romana che stanno guadando:

Anche le Legioni, nel frattempo, passano il guado:
 

Mentre le Legioni terminano il passaggio del guado inferiore, la cavalleria leggera e la fanteria leggera romana sono in mischia con la cavalleria alamanna:


La cavalleria leggera romana viene facilmente dispersa in quanto non ha più spazio per ritirarsi; ma la cavalleria alamanna deve subire l'attacco sul fianco da parte della fanteria leggera romana, che aveva traversato il fiume prima delle Legioni, dal guado inferiore:

Oltre il guado superiore, un altro contingente di cavalleria alamanna si schiera per fermare i catafratti romani, che nel frattempo stanno avanzando tra i boschi in direzione del villaggio:

Al centro, nel frattempo, gli Auxilia palatina estendono il fronte e entrano nel bosco davanti a loro, temendo una imboscata che, però, non arriva:

Situazione: in alto i catafratti romani si accingono a caricare la cavalleria alamanna; al centro gli Auxilia salgono la collina e entrano nel bosco senza incontrare resistenza; in basso la fanteria leggera romana insegue ciò che resta della cavalleria alamanna in fuga, mentre le legioni in colonna avanzano in direzione del villaggio:

Mentre al centro gli Auxilia estendono ancora il fronte e in basso le Legioni avanzano tra i boschi, in alto la cavalleria alamanna si ritira precipitosamente davanti alla carica dei catafratti romani ...:

... e scatta la prima imboscata: i catafratti vengono assaliti sul fianco da un gruppo di guerrieri alamanni che esce improvvisamente da una collina boscosa in posizione centrale:

La battaglia infuria ma i catafratti subiscono gravi perdite e sono presto volti in fuga:

Oltre gli Auxilia che sono ormai giunti sulla sommità della collina si notano i catafratti superstiti che si danno a precipitosa fuga, attraversando la cavalleria romana che era alle loro spalle (e causandone il disordine):

Ma eccoci alla imboscata più insidiosa: le Legioni in colonna vengono attaccate sul fianco destro da una consistente forza di guerrieri alamanni, che lasciano i loro nascondigli su una collina boscosa non troppo distante dal villaggio:



La mischia è furibonda e dura più turni; i Romani, subite le prime perdite dovute alla sorpresa, sembrano potersi riorganizzare e fare fronte contro il nemico:

Ma alla fine, complice una sorte decisamente avversa, le Legioni si danno alla fuga; i superstiti si sbandano, inseguiti dai guerrieri alamanni che restano padroni del campo:

Al centro, le schiere degli Auxilia, che non hanno ancora partecipato al combattimento, scendono dalla collina e si dirigono verso il villaggio a passo lento, timorose di altre imboscate; la fanteria leggera romana, invece, è ormai in vista del villaggio:

Ma, dal bosco superiore, scatta la terza imboscata; stavolta i guerrieri alamanni non sono abbastanza vicini da attaccare immediatamente, ma si avvicinano comunque minacciosi agli Auxilia:

Ora gli Auxilia sono stretti tra due divisioni alamanne: quella che ha già eliminato la colonna delle Legioni, e che si sta ora riorganizzando (sulla sx) e quella appena uscita dall'imboscata (sulla dx):

I fanti leggeri romani sono ormai in vista del villaggio, dal quale li separa solo un tratto di pianura; c'è ancora la cavalleria alamanna (quella che ha attirato i catafratti nell'imboscata) che è potenzialmente in grado di intervenire contro di loro:

Ma gli Auxilia hanno grossi problemi nel respingere gli attacchi degli Alamanni, che giungono dai due fianchi; gli Auxilia sono costretti a girarsi in conseguenza del primo attacco, ma non possono così guardarsi le spalle dall'altra divisione alamanna:

Dopo una breve mischia, anche gli Auxilia si danno alla fuga: attaccati in mischia sul fronte e colpiti con frecce sul retro, cercano di riguadagnare il ponte per porsi in salvo, lasciando al suo destino la fanteria leggera romana che era quasi giunta al villaggio: 
 

Importante vittoria alamanna, con ottimo uso delle imboscate.
Il comandante alamanno ha corso un grosso rischio, consentendo al romano di addentrarsi molto nel suo territorio e di avvicinarsi al villaggio.
Probabilmente sarebbe bastata al romano un po' più di fortuna per creare al suo avversario problemi ben più seri.
L'alamanno, comunque, ha saputo usare molto bene le imboscate e ha ben condotto l'azione di "finta fuga" che ha fatto cadere nell'imboscata i catafratti romani.
Il romano aveva un buon piano iniziale, ma ha fatto poco uso della cavalleria per stanare gli avversari: di fatto, la cavalleria ha svelato solo una imboscata su tre, con la seconda imboscata (quella sulle legioni) che ha avuto effetti devastanti.

Partita interessante, a parer mio ben bilanciata nonostante il forte squlibrio in punti a favore del Romano, ma con l'Alamanno che poteva usare a suo piacimento le insidie del terreno con imboscate e schieramento solo parziale delle sue divisioni.
Tutto sommato positivo anche l'impiego degli 1/72 su una superficie di 180x120, veramente minima per una sorta di "operazionale" come questo: temevo che lo spazio non sarebbe bastato, ma in realtà non ci sono stati problemi eccessivi.


giovedì 19 maggio 2016

A Naoniscon 2016, Romani contro Daco-Alamanni

Verso la fine del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano, che tanto debole non era (tanto da essere soprannominato "manu ad ferrum", cioè "mano alla spada"), fu costretto ad abbandonare quasi tutta la Romania, a causa delle paurose difficoltà nel mantenere il confine danubiano contro le spinte di molti popoli germanici, caucasici, iraniani, e chi più ne ha più ne metta.
Lo scontro di oggi (cronaca della partita di Magna Acies! a Naoniscon 2016) rappresenta una delle molte, marginali battaglie che si sono certamente susseguite nei pressi del Danubio tra il III e il IV sec. d.C., con un esercito romano, sempre più multietnico, impegnato allo spasimo nel debellare invasori, ex alleati o popoli che di lì a poco avrebbero fatto parte del medesimo esercito.

Da qualche parte, tra la Dacia e la Pannonia, una coalizione di tribù scende in campo e minaccia una volta di più il confine danubiano; sono circa 23.000 uomini in tutto tra Daci e vari poli germanici, per la maggior parte guerrieri a piedi e arcieri, ma con circa 2500 cavalieri.
I Romani rispondono con un esercito sulla carta numeroso (poco più di 19.000 uomini), ma che vede tra i suoi ranghi poche legioni scelte (circa 4000 uomini), molti ausiliari (circa 6000 uomini) e alcune bande guerriere di tribù federate (1500 uomini), più arcieri; buona la cavalleria (circa 3500 uomini), distinta in pesante, media e sagittarii.
Il campo di battaglia è una spianata di circa un chilometro e mezzo tra due colline boscose.

I barbari si presentano schierati già alle prime luci dell'alba: alla loro destra (sinistra nella foto, poichè ripesa dal lato romano), vicino alle paludi, una sottile copertura di cavalleria leggera, poi una grossa concentrazione di bande guerriere; al centro altre bande guerriere; alla loro sinistra le bande migliori, con i nobili appiedati; all'estrema sinistra (destra nella foto) tutta la cavalleria media:


Il governatore della Pannonia schiera le sue truppe di conseguenza.
Sulla sinistra (in alto nella foto) due alae sagittariorum (arcieri a cavallo), poi tutti gli auxilia, in doppia linea; al centro pone le bande guerriere federate; sulla destra, contro i nobili avversari, schiera le legioni, in doppia linea; infine, sulla destra (in basso nella foto) schiera la cavalleria pesante (davanti) e media (dietro):


I Romani rompono gli indugi, e le cavallerie avanzano rapidamente sulle ali: i sagittarii romani, sulla sinistra, vanno a colpire le meno numerose cavallerie leggere germaniche, mentre sulla destra la cavalleria pesante romana carica immediatamente la cavalleria nemica; anche le legioni si muovono in avanti, e i nobili daco - alamanni fanno altrettanto contro di loro, mentre il resto delle fanterie di entrambe le parti si muove con più cautela:


La cavalleria pesante romana, pure in inferiorità numerica, ha il compito di ammorbidire e stancare la pericolosa cavalleria germanica, mentre la cavalleria media romana (alle spalle, non inquadrata nella foto) attende di entrare in azione:


Dalla seguente panoramica (dal lato ovest) si possono capire gli sviluppi dello scontro.
In alto, la cavalleria pesante romana prosegue il confronto contro la cavalleria daco - alamanna; al centro, le elite germaniche sono ormai a contatto con le legioni mentre, più in basso, le altre fanterie avanzano lentamente, si guardano reciprocamente e controllano l'evolversi della situazione; in basso, gli arcieri a cavallo romani, più numerosi, hanno costretto alla fuga la cavalleria leggera germanica:

Sulla destra dello schieramento romano, la cavalleria pesante subisce ingenti perdite:


Al centro, le legioni subiscono anch'esse gravi perdite e faticano non poco a contenere l'impeto del primo attacco dei nobili daco - alamanni:



Dalla sinistra romana arrivano le uniche notizie davvero buone: i sagittarii hanno messo in fuga le cavallerie leggere germaniche, e sono padroni del campo:


La stessa fase della battaglia vista dal lato est:


Nella mezz'ora successiva, anche all'ala sinistra dellesercito romano (in basso nella foto) i due schieramenti giungono a contatto: le bande guerriere caricano in modo devastante la divsione di auxilia romani. 
Poco riescono a fare gli arcieri a cavallo romani (in colonna, in basso sulla sinistra) che, fatti fuggire i loro nemici, sono ormai in grado di colpire alle spalle le bande guerriere avversarie. 
Sull'ala destra romana (in alto a destra nella foto) la cavalleria germanica insegue ciò che resta della cavalleria pesante romana, ormai in fuga:


Il tremendo scontro tra bande e auxilia, sulla sinistra dello schieramento romano:


La cavalleria leggera romana che può ormai colpire le spalle dell'esercito daco - alamanno:



Nella mezz'ora successiva, l'evoluzione dello scontro è molto rapida e incerta.
Sulla destra romana (in alto nella foto) la cavalleria media (ancora fresca) entra in azione a attacca la cavalleria germanica, che era al disordinato inseguimento della cavalleria pesante romana; i cavalieri germanici, stanchi dallo scontro precedente, sono volti rapidamente in fuga.
Tutte le fanterie sono ormai a contatto: le legioni e gli ausiliari hanno subito gravi perdite dal primo attacco germanico, ma lo schieramento su due linee consente loro di sentire meno la fatica e, a poco a poco, di prendere il sopravvento.
Anche le divisioni centrali dei due eserciti sono ora a contatto, e il comandante romano deve entrare nella mischia per evitare al proprio centro di scoccombere contro le più numerose bande guerriere avversarie:


 La cavalleria romana, sull'ala destra, volge in fuga la cavalleria germanica:



Le legioni, seppure decimate, premono contro i nobili daco - alamanni, sostenuti dal loro comandante nell'ultimo sforzo di resistere:


Anche il comandante romano entra nella mischia, al centro, esortando la sua debole divisione barbarica a resistere fino a che la battaglia sia vinta:


Sulla sinistra romana, gli auxilia combattono strenuamente contro la più numerosa divisione avversaria, colpita anche alle spalle dalle frecce dei sagittarii romani:


Ma, alla fine, la disciplina romana ha la meglio: la cavalleria germanica lascia definitivamente il campo, i nobili guerrieri daco - alamanni sono sopraffatti dalle legioni, le bande guerriere iniziano a subire gravi perdite dagli auxilia che, schierati su due linee, hanno sentito meno la fatica del combattimento. Dopo circa due ore di lotta incerta, l'esercito germanico accusa la stanchezza e cede a destra e a sinistra, mentre al centro i Romani, seppure inferiori, resistono:


Sulla destra romana, la cavalleria imperiale è padrona del campo:


Le legioni sconfiggono i nobili daco-alamanni:


Le bande guerriere nella morsa, tra auxilia e sagittarii:


L'esercito daco - alamanno in fuga:


Alla fine, "Roma ha vinto!", ma a caro prezzo.
Mentre la coalizione germanica ha perso circa 14.500 uomini (su 23.000), i Romani ne hanno persi 6000 (su 19.500), e la battaglia è stata a lungo incerta, perchè il primo attacco dei daco - alamanni è stato davvero devastante e l'esercito romano ha rischiato il crollo.

La possibilità di schierare su due linee rende l'esercito romano, a parità di punteggio e seppure in inferiorità numerica, leggermente favorito, ma la vittoria non è mai scontata, specie contro avversari di sicuro valore.

E adesso? Una bella birra, offerta dal vincitore, ovviamente!